lunedì 25 settembre 2017

ZUCCHINI AND CHOCOLATE LOAVES

Nessuna tra le persone che ha assaggiato questi dolci è riuscita a capire cosa ci fosse dentro, ma tutte hanno fatto il bis e mia figlia ne ha sterminato almeno uno intero da sola.
La voglia di provare questa ricetta è nata da un cake preparato da una mia amica americana che me ne servì una fetta nel periodo di Halloween diversi anni fa, ed io ebbi la stessa identica reazione dei miei assaggiatori: entusiasmo alle stelle.
La sua ricetta prevedeva frutta secca, in particolare noci croccanti.
Questa invece, si fa più intrepida e sceglie il cioccolato fondente.
Con un impatto capace di "comprare" anche i palati più sospettosi.
Non prevede ingredienti strani o introvabili e considerando che si possono al momento, utilizzare ancora delle ottime zucchine, vi consiglio vivamente di lanciarvi: ne resterete sorpresi.
Ingredienti per 3 stampi da 7x14 cm o uno stampo grande da 25 x 14 

130 g di olio di girasole più un pochino per gli stampi
120 g di farina di farro
120 g di farina 00
2 cucchiaini e 3/4 di lievito per dolci
1 cucchiaino di sale (io fleur de sel)
3/4 di cucchiaino di cannella in polvere
3 uova grandi a temperatura ambiente
140 g di salsa di mele non zuccherata
237 g di zucchero di canna naturale
450 g di zucchine grattugiate
2 cucchiaini di estratto naturale di vaniglia
112 g di cioccolato fondente tritato finemente

Preriscaldate il forno a 175°.
Ungete 3 stampi da cake con carta da forno ( io ho usato 4 stampi leggermente più piccoli). Ungete anche la carta.

In un'ampia ciotola miscelate entrambe le farine, il lievito,  il sale, la cannella.
In un'altra ciotola mischiate bene l'olio, le uova, la salsa di mele, lo zucchero, gli zucchini e la vaniglia. Versate il composto nelle farine e mescolate giusto fino a quando gli ingredienti saranno combinati.
Versate il composto dividendolo fra gli stampi che riempirete solo fino a 3/4.

Fate cuocere, ruotando gli stampi a meta cottura, fino a che uno stecchino inserito non uscirà asciutto, c.ca 45 minuti. Lasciate raffreddare completamente su una griglia poi sformate i pani.
(i dolci si conservano a temperatura ambiente fino a 2 giorni, ben avvolti nella pellicola. )

NOTE PERSONALI

  • Grattugiate le zucchine con una grattugia a fori grossi, quindi mettetele in un panno pulito e strizzatele accuratamente. Questo è fondamentale al fine di ottenere un dolce perfetto e la Martha si raccomanda vivamente. L'umidità comunque rilasciata dai vegetali è notevole e conferisce alla texture finale una consistenza simile a quella di un budino, con una superficie friabile e soffice. 
  • La realizzazione è di una semplicità elementare. Quando arriverete a mescolare gli ingredienti secchi con quelli liquidi, non lavorateli troppo esattamente come si fa per i muffin, al fine di non ottenere delle mappazze dure e immangiabili. Quando le farine saranno appena incorporate, fine della faSe impasto e via alla cottura (c.ca 8/10 mescolate).
  • Non dimenticate e non lesinate con la cannella perché il suo aroma inebriante rende questi cake assolutamente speciali. 
  • La ricetta è spiegata alla perfezione, le quantità ed i tempi di cottura praticamente perfetti. L'insieme è leggero, deliziosamente umido, il cioccolato lo rende super goloso ma nel complesso il tutto grida: semplicità. 
  • Strepitosi serviti con il te. 
Non posso che dire: PROMOSSA A PIENI VOTI

domenica 24 settembre 2017

FUNGHI PORTOBELLO RIPIENI DI TALEGGIO FUSO PER STARBOOKS REDONE DI SETTEMBRE 2017



Riceviamo e pubblichiamo il contributo di Veronica, una affezionata lettrice senza blog, per il Redone di questo mese!



Arriva Settembre e la fine dell'estate, ma anche l'inizio della stagione dei funghi, della zucca e di tante altre verdure che amo; cercando una ricetta veloce ma di impatto mi sono imbattuta in questi funghi portobello di Ottolenghi, anticipo che la scelta è stata azzeccata!

Funghi portobello ripieni di taleggio fuso
Plenty - Yotam Ottolenghi


Per quattro, come antipasto

4 grossi portobello (o funghi simili) privati dei gambi
90 ml circa di olio d'oliva per me evo (vedi note)
1 piccola cipolla sminuzzata
1 gambo di sedano sminuzzato
100 gr di pomodori secchi tagliuzzati
2 spicchi di aglio pestati
50 gr di parmigiano grattugiato
1 cucchiaio di foglie di dragoncello tritate
4 cucchiai di foglie di basilico sminuzzate a mano
100 gr di taleggio a fettine
sale e pepe nero
 Preriscaldate il forno a 180 gradi. Foderate una teglia con carta da forno. Disponeteci i funghi, con i gambi rivolti verso l'alto, spargeteci dell'olio e un po' di sale e pepe. Infornate per 15 minuti circa o fino a quando i funghi acquistano morbidezza, per i miei funghi sono stati necessari 15 minuti esatti.
Nel frattempo scaldate due cucchiai di olio in una padella, aggiungete la cipolla e il sedano e fate andare per 5-10 minuti su fiamma bassa o fino a che le verdure risultano ammorbidite ma non dorate. Rimestate spesso. Aggiungete i pomodori secchi e l'aglio e cuocete per alcuni minuti ancora. Togliete dal fornello e lasciate raffreddare.
Quando le verdure si sono raffreddate, aggiungete il parmigiano, il dragoncello e metà del basilico e aromatizzate con il pepe (potete mettere anche del sale, ma non troppo, perché il taleggio è molto salato). Mettete il ripieno nei funghi e coprite con le fette di taleggio. Rimettete in forno e cuocete per circa 10 minuti in modo che il formaggio si sciolga e i funghi si inteneriscano. Trasferite i funghi in quattro piatti e cospargeteli di olio. Guarnite con il basilico rimasto e servite subito con un'insalata verde.

Note

- La quantità di olio è eccessiva a mio parere, ho usato solo i due cucchiai per il ripieno, e un filo d'olio sui funghi nel primo passaggio in forno, ho omesso l'olio prima di servirli perché il taleggio è un formaggio grasso, il gusto non ne ha risentito.

- Non omettete il dragoncello, se proprio non lo trovate fresco usate quello secco. Io ho usato quello fresco dalla mia aiuola delle piante aromatiche.

- Non ho aggiunto sale al ripieno, come dice Ottolenghi il taleggio è già molto salato.

- Abbiamo cenato in due con queste porzioni, come piatto unico. Per una cena con ospiti è un'ottima idea proporli come antipasto, fanno una bellissima figura.


Sono ottimi e veloci da preparare, la ricetta è quindi

PROMOSSAVeronica R.

venerdì 22 settembre 2017

BUTTERMILK BARLEY BISCUITS



Questi biscotti al latticello e all'orzo (traduco letteralmente, sfidando gli strali della Martha) sono la risposta americana e salutista agli scones britannici. Friabili tanto quanto,poco dolci, adatti ad essere farciti con burro e marmellata, clotted cream, miele, pralinati vari, Nutella e tutto quanto troverete nelle vostre dispense per riequilibrare calorie & trigliceridi mancanti.
L'aspetto più perverso di tutti è che sono deliziosi anche da soli: chiedetelo a mia mamma che ha infranto un mese di dieta ferrea giusto poco fa,partendo da un compassato "ma che profumo" e finendo con un meno onorevole  "al diavolo le calorie,me lo mangio tutto". Che magari non farà onore agli appetiti vittoriani, ma la dice lunga sulla bontà di questi dolcetti...


BUTTERMILK BARLEY BISCUITS
Biscotti al latticello e all'orzo

per 9 biscotti di circa 3 cm ciascuno

2 cup di farina (260 g)
2 cup di farina di orzo (260 g)
2 cucchiai di zucchero
4 cucchiaini di lievito per dolci
2 cucchiaini di sale
la punta di un cucchiaino di bicarbonato
1 cup di burro (225 g)
1 1/2 cup di latticello (360 ml)

farina per spolverare
3 cucchiai di burro fuso

Cercate di usare le cup,quando la ricetta lo richiede. Sono comodissime e affidabili e, se le trovate all'Ikea o in altri magazzini simili, anche economiche.
Su come fare in casa il latticello,si è detto di tutto e di più. Per me, il metodo più veloce e più soddisfacente è quello di Nigella Lawson: stessa quantità di latte e di yogurt,una mescolata veloce e 5 minuti di riposo.  Oggi, comunque,dovrebbe trovarsi abbastanza facilmente, nei negozi biologici o nei supermercati più forniti. Lo stesso vale per la farina di orzo. Se non la trovate,potete sostituirla con la farina di farro.

 Mettete i primi sei ingredienti in un mixer e mescolateli. Aggiungete il burro freddo a pezzetti ed azionate il  mixer, con la funzione ad intermittenza, fino ad ottenere delle grosse briciole. In ultimo, aggiungete il latticello. Sempre azionando la funzione ad intermittenza, incorporatelo all'impasto,fino ad ottenere un composto morbido.

Spolverate leggermente il piano di lavoro e stendete l'impasto prima con le mani poi con il mattarello in un quadrato di circa 24 cm di lato.  Piegate in due e,con le mani, date nuovamente la forma quadrata. Piegate di nuovo in due e formate un altro quadrato, di 24 cm di lato e di circa 3 cm di altezza. 
Ricavatene 9 pezzi, che disporrete su una teglia rivestita di carta da forno. Infornate a 180°C, per 17-18 minuti o fino a doratura. Sfornate, pennellate con il burro fuso e servite tiepidi o a temperatura ambiente.

Note mie
Per la prima volta su questi schermi, ho delegato mia mamma, limitandomi ad osservare da bordo campo (non sia mai che impari). Sono immobilizzata dalla cintola in su (parte sinistra) e di cucinare non se ne parla. Chiedo perdono anche per la foto, scattata per giunta anche col cellulare. La ricetta ha richiesto circa 6-8 minuti di preparazione (e due giorni per trovare la farina di orzo, ma questo perchè nel Natura si vicino a casa l'avevano terminata: basta un negozio biologico o un buon supermercato ) e nessuna difficoltà. Richiesta di un giudizio sul sapore, mia madre ha risposto che non si parla con la bocca piena. Dal che deduco che la ricetta sia 

DECISAMENTE PROMOSSA




giovedì 21 settembre 2017

SWISS CHARD AND SAUSAGE STRATA


Anche la seconda ricetta che ho scelto dal libro "A New Way to Bake"  di Martha Stewart è salata. E' un (o una?) strata, una sorta di pudding, ideale per gli amanti della colazione salata.
Come si intuisce facilmente dal titolo, è una preparazione a farcita a strati con il pane e,
solitamente, con verdure e formaggio. E' molto, molto gustosa. 
Per me, è stata la prima volta con lo Strata, ma non sarà l'ultima. Amo le ricette che permettono numerose varianti dando la possibilità di sperimentare accostamenti sempre nuovi :) Non ci si annoia!

Ingredienti per 8 persone

450 g circa di salsiccia italiana, dolce o piccante
1 cucchiaio da tavola di olio extravergine d'oliva
2 scalogni, tritati finemente
450 g circa - 1 mazzo di bietola (io ho usato bietola da taglio = erbette). I gambi tagliati a pezzetti e le foglie strappate in pezzi di 2 cm circa, poi sciacquate
sale grosso* e pepe macinato al momento
1 pagnotta di pane integrale del peso di 280 g (con la crosta), tagliata in 10 fette
625 ml di latte 
7 uova grandi, leggermente sbattute
70 g circa di Gruyère, grattugiato grossolanamente

* come già scritto da Stefania e Luciana, il sale grosso americano è una via di mezzo tra il nostro sale grosso e quello fino. Usatene leggermente meno di quello indicato nella ricetta.

Preriscaldare il forno a 190°C. Cuocere la salsiccia (spellata) a fuoco medio in una padella larga, rompendola con un cucchiaio, finché non sarà dorata. Ci vorranno 5 minuti circa. Traferire la salsiccia in una ciotola ed eliminare il grasso. Scaldare l'olio nella padella, su fuoco medio, unire gli scalogni e i gambi della bietola. cuocere finché lo scalogno non sarà trasparente, 3 minuti circa.
Unire un po' d'acqua e cuocere, mescolando e raschiando con un cucchiaio di legno le verdure. Unire le foglie della bietola e cuocere, mescolando di tanto in tanto, finché le foglie non saranno appassite, 3 minuti circa. Insaporire con sale e pepe.
Cospargere metà della salsiccia in una teglia da forno di 23x33 cm e coprire con metà del mix di bietola e scalogni. Coprire con le fette di pane, sovrapponendole leggermente. Cospargere con la restante salsiccia e la bietola.


In una ciotola capiente, mischiare insieme le uova con il latte ed insaporire con sale e pepe. Versare uniformemente il composto sopra il pane. Premere bene il pane in modo che sia immerso nel mix di uova e latte. Coprire accuratamente la teglia con carta forno e successivamente con carta stagnola. Mettere in frigorifero e lasciar riposare per almeno 10 minuti o tutta la notte.
Cuocere per 45 minuti, ruotando la teglia a metà cottura. Scoprire, cospargere con il formaggio e proseguire la cottura fino a quando il formaggio non sarà fuso, e il mix di latte e uova quasi completamente assorbito e solidificato. Saranno necessari ancora 5-10 minuti.
Lasciar raffreddare 10 minuti prima di servire.

Varianti

Si può sostituire il Gruyère con del Cheddar o della Fontina;  la bietola con gli spinaci o la verza; e la salsiccia con 110 g di prosciutto o speck (che non necessitano di precottura). se poi volete un riperino completamente vegetariano, saltare 450 g di funghi con gli scalogni ed usateli al posto della salsiccia.


NOTE

- ricetta semplice e gustosa, alla portata di tutti. Può essere un'alternativa alla classica lasagna

- ho sostituito il Gruyère con della Fontina, come suggerito tra le varianti

- ho preferito mischiare uova e latte in una caraffa morbida in silicone,  per versare il mix di uova e latte più facilmente, come faccio sempre in queste situazioni

- ho utilizzato un pane in cassetta integrale ed ho usato 11 fette invece di 10, per arrivare al peso richiesto di 280 g, ed era perfetto così, non ho avanzato neanche una briciola di pane ;)

- se vi dovesse avanzare dello strata, visto che le dosi sono per 8 persone, mangiatela il giorno dopo, c'è chi dice che era ancora più buona...

La ricetta è decisamente :

PROMOSSA

mercoledì 20 settembre 2017

CHOCOLATE BUCKWHEAT TORTE


Confesso che ero un po' preoccupata, per questa ripresa dello Starbooks: le ultime ricette testate nei mesi passati non mi erano riuscite, e data la mia scarsa affinità elettiva con i dolci, temevo un altro disastro. Un pensiero però mi ha confortata e sorretta: Martha è affidabile.

Sfogliando il libro con il blocchetto di post-it in mano, mi è capitato quello che succede ad ogni suo libro: segnalibri per ogni dove, voglia di provare un sacco di ricette e, alla fine, difficoltà di scelta.
La scarsità di tempo disponibile mi ha fatto optare per una tortina facile facile, a prova di sweet dummy come me, che prometteva bene. L'unico neo era che richiedeva una teglia dal fondo amovibile di 22 cm di diametro. Io ho 3 teglie di quelle dimensioni, una di pyrex, una antiaderente e una di silicone, e per un attimo ho contemplato la possibilità di acquistarne la versione con fondo amovibile. Poi il buonsenso ha prevalso, e ho optato per quella di silicone.😂

Si tratta in sostanza della versione salutista della torta tenerina, la cui consistenza - sono parole della Stewart - è più soffice di quella della versione classica, grazie all'aggiunta della farina di grano saraceno e delle mandorle tostate e ridotte anch'esse in farina.
Il dolce rimane così gluten-free, come la tenerina classica, ma il sapore risulta più pieno. Sempre la Martha aggiunge che la farina di grano saraceno esalta il lato "adulto", più corposo, del cioccolato.

Attenzione, ho detto che questa è una versione salutista, non dietetica: burro, zucchero e cioccolato sono tutto, tranne che dietetici! Constatarlo e tirare un sospiro di sollievo è stato tutt'uno, perché vi confesso che la moda del senza scoppiata negli ultimi anni, che demonizza alimenti di cui ci siamo cibati per secoli, mi sta parecchio stretta: sono felice che la Martha non sia caduta nella trappola!

Nella ricetta riporto le dosi americane indicate nel libro, e quelle in grammi pesate da me.
Tra parentesi e in corsivo le mie note.

TORTA AL CIOCCOLATO E GRANO SARACENO
Da: Martha Stewart - A New Way to Bake - Potter

1 stick - 1/2 cup - 115 g di burro non salato
6 once - 170 g di cioccolato fondente semidolce (io al 70% di cacao)
1/4 di tazza - 50 g di mandorle pelate e tostate
1/3 di tazza - 45 g di farina di grano saraceno
1/4 di cucchiaino di sale
1/4 di cucchiaino di cannella in polvere
4 uova grandi a temperatura ambiente
1/2 tazza compattata* - 120 g di light brown sugar (fatto con 1 parte di melassa calda e 20 parti di zucchero semolato)
Zucchero a velo
Gelato per servire (facoltativo)

* di solito le misure in cups vengono fatte colmando la tazza dell'alimento prescelto, livellandola poi con un coltello a lama liscia o una spatola. Quando la misura è in tazze compattate, bisogna battere la cup più volte sul piano di lavoro, in modo da compattarne il contenuto - che risulterà leggermente maggiore, quindi si procede a livellarlo.


Preriscaldare il forno a 180 °C (io in modalità statica).
Foderare la teglia con carta da forno e imburrare quest'ultima.
Tostare le mandorle per 10 minuti in forno disponendole su una teglia, quindi farle raffreddare in una ciotola, lasciando il forno acceso.

Fondere a bagnomaria il cioccolato spezzettato e il burro, mescolare per amalgamarli e farli intiepidire.

Mettere le mandorle raffreddate nel robot da cucina e, usando il tasto pulse, ridurle in farina. Unire il sale, la cannella e la farina di grano saraceno, e azionare il tasto pulse per amalgamarle.

Montare le uova con lo zucchero con le fruste elettriche, lavorandole per 8 minuti circa, finché l'impasto non sia triplicato di volume e sia diventato denso. Unirvi il cioccolato e il burro fuso e amalgamarli, quindi aggiungere il mix di farine, incorporandolo.
Versare nello stampo preparato e infornare per 25 minuti, girando lo stampo a metà cottura perché il dolce cuocia uniformemente. Al termina cottura il dolce dovrà essersi gonfiato un poco e uno stuzzicadenti inserito al centro dovrà uscirne pulito.

Trasferire lo stampo su una gratella e far raffreddare il dolce per 10 minuti, quindi aprire lo stampo togliendo l'anello esterno, e far raffreddare completamente.

Spolverare con lo zucchero a velo prima di servire e volendo, accompagnare il dolce con una pallina di gelato. A noi (lo staff di Martha Stewart) piace con un gelato alla vaniglia o al chai (latte in cui è stato infuso del tè nero indiano aromatizzato con spezie varie: la base è formata da zenzero e cardamomo verde, a cui talvolta si aggiungono anice, cannella, semi di finocchio, pepe e chiodi di garofano). Io ho optato per un gelato alla stracciatella, ma se mi dovesse capitare per le mani un chai masala, mi riservo di farci un gelato!

Il dolce si conserva per 1 giorno, coperto e tenuto a temperatura ambiente (a me è durato 4 giorni - al quinto non ci è arrivata - ed è rimasto buonissimo fino all'ultima briciola).


OSSERVAZIONI

Come dicevo nell'introduzione, ho usato una tortiera in silicone; l'ho imburrata lo stesso, anche se in teoria il silicone dovrebbe essere usato tel quel, per essere veramente sicura che si staccasse.

Essendo una sweet dummy, mi ripugnava l'idea di aprire il forno a metà cottura per girare la teglia: temevo un disastro e ho fatto come al solito, spingendo la teglia verso il fondo del forno e non aprendo quest'ultimo fino al termine della cottura: i tempi indicati erano perfetti.

La torta non è molto alta, lo si vede anche dalla foto sul libro: se la si vuole più alta, basta diminuire il diametro della tortiera e aumentare leggermente i tempi di cottura, facendo la prova stecchino.

Il giorno in cui l'ho preparata l'ho trovata un po' più asciutta rispetto al dolce a cui si ispira, immagino proprio per la presenza della farina di grano saraceno, che tra l'altro a me ha dato sempre l'impressione di assorbire più liquidi rispetto a quella di grano tenero. I giorni successivi invece era perfetta, e anzi l'ho trovata migliore. Mi è bastato coprirla con pellicola trasparente.

Il dolce è molto facile e veloce da fare: sono più i tempi di attesa del raffreddamento delle mandorle, che non quelli di preparazione. Insomma, caso mai non si fosse capito, la ricetta per me è

PROMOSSA

martedì 19 settembre 2017

RYE SOFT PRETZELS



Adoro i pretzels, forse perchè mi ricordano i miei pochi giorni di ferie in questi ultimi anni.
Abitando al mare, appena posso scappo dalla salsedine per rifugiarmi sulle montagne altoatesine.
La prima volta li ho assaggiati grazie ad un amico, erano serviti con un pò di burro e mi sono piaciuti da impazzire. Non ho mai provato a rifarli in casa, forse perchè sapevo che non sarebbero mai stati uguali.
Quale miglior tentantivo di un pretzel con farina di segale? 
Provare una "variante" toglie quel senso di ansia da: deve venire identico all'originale!!


Ingredienti per 12 pezzi:
2 cups acqua calda 110° F (42 ° C)
1 tablespoon + 1 teaspoon Miele
1 teaspoon lievito secco
3+1/2 cups farina
2 cups farina di segale
1 teaspoon sale (io ho usato sale fino)
2 teaspoons burro fuso + qb per imburrare la teglia
1/2 cup bicarbonato di sodio
1 uovo
 sale grosso (io sale Maldon), semi di anice, sesamo, papavero, cumino per spolverare.

Procedimento:

Nella ciotola della planetaria munita di gancio versare acqua e miele e mescolare, aggiungere il lievito e dopo aver mescolato lasciar riposare il composto per 10 minuti.
In una ciotola capiente miscelare 3 cups di farina e le 2 cups di farina di segale più il sale.
Versare 1 cups di farine nel composto di lievito e far girare la planetaria alla minima velocità. Aggiungere la farina rimanente un cup alla volta e impastare per 30 secondi.
A media-bassa velocità lavorare fino a che il composto si stacca dalle pareti.
Aggiungere il 1/2 cup di farina rimanente e lavorare per circa 6 minuti fino ad ottenere un impasto omogeneo ed elastico.
In una ciotola capiente, versare il burro fuso e farla roteare in modo da cospargere tutte le pareti della ciotola. Trasferire l'impasto nella ciotola imburrata e girarlo affinchè tutto il composto sia imburrato. Coprire con una pellicola e lasciar riposare tutta la notte.
Una volta fatto riposare l'impasto, rimuoverlo dal frigorifero e lasciarlo lievitare fino a a che non avrà raddoppiato il suo volume (1-3 ore).
"Schiacciare" l'impasto per rimuovere qualunque bolla d'aria, trasferirlo su una superficie leggermente infarinata e dividero in 12 pezzi uguali di circa 100 gr l'uno.
Lavorare 1 pezzo alla volta lasciando gli altri coperti con pellicola.
Formare un cordoncino lungo circa 45 cm formare una U e intrecciare le due estremità per formare la tipica forma del pretzel (è più facile farlo che spiegarlo), posizionarlo su una teglia imburrata e coprire con un telo da cucina e continuare per tutti e 12 i pezzi. (Saranno necessarie due teglie) Lasciar riposare per 15 minuti circa.
Pre-riscaldare il forno a 450° F (230 ° C.)
Portare a bollore dell'acqua e poi aggiungere il bicabonato.
Ridurre il bollore e immergere i pretzel 3 o 4 alla volta per 30 secondi, poi con una schiumarola scolarli e riposizionarli nella teglia.
Spennelare la superficie con l'uovo sbattuto e poi cospargere di sale e semi.
Infornare fino a doratura, per circa 12/15 minuti.
Far raffreddare su una gratella.
 Sono più buoni il giorno stesso ma possono essere conservati per 2 giorni a temperatura ambiente e coperti.




NOTE:

La farina di segale è impossibile da reperire nei normali supermercati del litorale romano, ne ho girati di diversi fino ad approdare da Naturasì e dopo averla vista sullo scaffale ho avuto un momento di commozione :)

La ricetta è ben spiegata, ho avuto solo difficoltà a capire in quanta acqua dovessi far sbollentare i pretzel, mezza cup di bicarbonato mi sembrava abbastanza e avevo paura di creare una soluzione troppo satura. Alla fine sono andata ad intuito.

Cosa dire? La Martha ha colpito ancora, la farina di segale da un plus molto molto invitante ai miei adorati pretzel. Io li ho impastati la mattina per cuocerli la sera, li ho serviti con una bella birra ghiacciata e un tagliere di speck e altri salumi. Non ho utilizzato semi di anice e cumino perchè non mi piacciono molto.
La prossima volta li riproverò con altre salse e soprattutto la salsa di senape consigliata dalla Stewart.

Questi pretzel sono assolutamente 
PROMOSSI!
Elena C.




lunedì 18 settembre 2017

HAZELNUT CARROT- OAT CUPCAKES





Il nome di questi dolcetti ha origini incerte. "Cupcake" potrebbe derivare dal fatto che in origine erano cotti in tazze, oppure che l'unità di misura per dosare gli ingredienti era (in alcuni casi è ancora) la tazza (cup).  Io li preferisco alle torte perché non c'è bisogno di tagliare la fetta, cuociono prima  e sono più pratici da mangiare. Nonostante mi sia attrezzata di scatole (per il trasporto) con l'apposito alloggiamento, ogni volta che li metto dentro, almeno uno lo schiaccio in cima. Ne ho provati di tutti i tipi: con gli Oreo, fragole, cocco, Bounty e molti altri ancora.... Martha Stewart nel suo sito ne proponeva, tempo fa, una versione con gli zucchini e una con carote e cocco. Ho provato anche quelli, giusto per non farmi mancare niente.
In questa versione il frosting non si mette con la sac à poche e la base è davvero facile da preparare, non servono attrezzi particolari. Se cercate una ricetta facile, questa fa al caso vostro.



Ingredienti per 12 cupcakes:

94 gr di farina di avena
94 gr di farina 0
3/4 di cucchiaino di bicarbonato
1/4 di cucchiaino di sale grosso ( vedere nota )
25 gr di nocciole sgusciate, spellate, e finemente tritate
83 ml di olio di cartamo ( io ho usato l'olio di riso )
83 ml di latticello ( vedere nota )
2 uova grandi a temperatura ambiente
190 gr di zucchero di canna chiaro bio a grana fine ( io Alce nero )
1 cucchiaino da te di estratto di vaniglia
1 cucchiaino da te di zesta di arancia grattugiata ( arancia bio )
3 carote grattugiate


Ingredienti per il frosting : 

224 gr di philadelphia a temperatura ambiente
60 gr di zucchero a velo
1 pizzico di sale
3 cucchiai da 15 ml di nocciole sgusciate, pelate, tostate e tritate grossolanamente



Fare i cupcakes

Preriscaldare il forno a 175°. Mettere i pirottini di carta in una teglia da 12 muffins. In una ciotola capiente mischiare entrambe le farine, il bicarbonato, il sale e le nocciole. In un'altra ciotola ( io per comodità al momento di versare ho usato una caraffa ) mescolare l'olio, il latticello, le uova lo zucchero, la vaniglia, la zesta di arancia e le carote ( FOTO 1). Versare il mix cremoso nelle polveri e amalgamare bene (FOTO 2 ). Versare il composto ottenuto nei 12 pirottini (FOTO 3).

Infornare e cuocere per circa 23 minuti tolali, girando la teglia a metà cottura per permettere una cottura uniforme dei dolcetti. Quando saranno dorati fare la prova stecchino, che dovrà uscire pulito.
Lasciare raffreddare i cupcakes nello stampo per 15 minuti (FOTO 4 ), toglierli e trasferirli su una griglia raffredda torte. Lasciarli fino a completo raffreddamento  .


Fare il frosting

In una ciotola più piccola di quelle usate in precedenza, mescolare zucchero e formaggio cremoso, fino ad ottenere un composto liscio, a questo punto aggiungere il pizzico di sale.
Usando una spatola per dolci ( quella per spalmare ), distribuire il frosting su ogni cupcake e decorare con le nocciole tritate grossolanamente.
I dolcetti sono sono più buoni se gustati il giorno stesso in cui sono stati preparati.



NOTE

- Come precisato da Stefi in un suo post, il sale grosso americano è all'incirca una via di mezzo tra il nostro sale grosso e fine. Io uso sale fine, mettendone leggermente meno della dose indicata.

- Il latticello proprio non riesco a trovarlo, quindi lo preparo in casa mescolando yogurt magro e latte scremato in parti uguali, unisco poche gocce di succo di limone e lascio riposare 5/10 minuti.

- Per tostare le nocciole: preriscaldare il forno a 190° e tostare per 10/12 minuti, fin quando la pellicina non si spacca. Quando saranno fredde abbastanza da poterle maneggiare, strofinarle in un canovaccio pulito ed eliminare le pellicine. Io ho trovato delle bellissime nocciole di Giffoni IGP già sgusciate, spellate e tostate ed ho usato quelle.

- Le nocciole per la decorazione le ho tritate con il coltello, per poter decidere la dimensione dei pezzetti.

Essendo una versione "sana" mi aspettavo fossero meno gustosi o un pochino stopposi ... Invece ho avuto una bellissima sorpresa perché sono deliziosi. Il risultato è appagante nonostante siano senza burro o panna. Li rifarò sicuramente, la ricetta è quindi

PROMOSSA




venerdì 15 settembre 2017

CHICKPEA-VEGETABLE PANCAKES



Sul libro di Martha Stewart che ci farà compagnia per tutto il mese, sono presenti soprattutto ricette di dolci, ma c'è anche qualche ricetta salata, come quella di oggi.
Se amate i ceci, questa preparazione fa per voi. In questa ricetta della Stewart i ceci si sposano a meraviglia con i cipollotti e i peperoni per formare dei pancakes insoliti ma molto gustosi Qualcuno in casa non ama molto i ceci, infatti non mangia neanche la farinata(!!!). Diciamo che, quel qualcuno, ha preferito avocado, yogurt e cipollotti al pancake! Io ho amato questa preparazione al primo boccone, e pensare che, fino a qualche anno fa non mangiavo i legumi...


Chickpea-Vegetable Pancakes

Ingredienti per 4 persone

115 g di farina di ceci
¾ di cucchiaino da tè di sale grosso*
¼ di cucchiaino da tè di baking powder
¼ di cucchiaino da tè di cumino macinato
125 ml di acqua
½ peperone rosso o giallo, tagliato a dadini
2 cipollotti, affettati finemente, più quello per servire
2 carote, pelate e grattugiate grossolanamente
2 cucchiai da tavola di olio extravergine d'oliva
140 g di yogurt greco, per servire
1 avocado maturo, tagliato cubetti, per servire

 * leggere le note di Luciana qui


Preriscaldare il forno a 90°C circa. In una ciotola, amalgamare la farina di ceci con il cumino e il lievito, usando una frusta. Aggiungere l'acqua, sempre mischiando con la frusta, fino ad ottenere una pastella densa. Unire il peperone, i cipollotti e le carote.
Scaldare l'olio in una padella (dal fondo spesso) su fuoco medio. Versare, per ogni pancake, ¼ di cup di pastella e cuocere per 3-4 minuti per lato, fino a doratura. Tenere in caldo in forno mentre si cuociono gli altri pancakes. Servire con yogurt, avocado e cipollotti.

Note

- la ricetta è di semplice esecuzione e non presenta particolari difficoltà.
- cercate un avocado maturo al punto giusto, non come il mio. Ero in montagna e, ahimè, non ho trovato di meglio...
- ho saltato il passaggio in forno per tenere in caldo i pancakes. Noi li abbiamo mangiati tiepidi ed erano deliziosi anche così.

La ricetta è:

PROMOSSA

giovedì 14 settembre 2017

APPLE CIDER DOUGHNUT CAKE

Nell'infinita selezione dei dolci di casa proposti da Martha nelle sue pubblicazioni precedenti ed in particolare in "Cakes", i bundt cake, paragonabili alla lontana ai nostri ciambelloni, la fanno da padroni.
Sontuose ciambelle ai mille gusti, dalla struttura soffice e compatta, dalla consistenza burrosa ed umida e dalle forme suadenti ottenute da stampi fantasiosi come solo la produzione americana è in grado di generare.
Se la mia prima scelta, in a New way to Bake è caduta su questa ricetta, la ragione è dover gestire una famiglia di inzuppatori compulsivi.
So per certo che di fronte ad una certa voglia di dolce, la prima richiesta sarà la classica crostata, seguita a ruota dal "ciambellone" che accontenta tutti la mattina a colazione.
Altra motivazione è che io adoro il sidro. Possibilmente bretone, possibilmente abboccato.
L'ho già usato spesso in altri dolci e mi ha sempre entusiasmato. E sono sempre pronta a sperimentarlo in nuove intriganti versioni.
Ingredienti per uno stampo da 26/28 cm di diametro

3 cucchiai di burro non salato fuso, più extra per imburrare
240 g di farina 00
120 g di farina integrale
1 1/2 cucchiaino di lievito in polvere per dolci
1 1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1/2 cucchiaino di bicarbonato di soda
3/4 di cucchiaino di sale grosso
332,50 g di zucchero di canna naturale
239 g di sidro di mele
195 g di olio extravergine d'oliva
191,25 g di salsa di mele senza zucchero
2 cucchiaini di estratto naturale di vaniglia
3 uova grandi a temperatura ambiente
  • Preriscaldate il forno a 175°. Imburrate ed infarinate generosamente uno stampo a ciambella. In una larga ciotola mischiate insieme entrambe le farine, il lievito, 1 cucchiaino di cannella, il bicarbonato ed il sale. 
  • In un'altra ciotola mescolate bene insieme 285 g di zucchero, il sidro di mele, l'olio d'oliva, la salsa di mele, la vaniglia e le uova. Aggiungete il composto di uova alla miscela di farine e mescolate con una frusta fino a che il tutto non sia ben combinato. Trasferite l'impasto nello stampo.
  • Cuocete, ruotando lo stampo a metà cottura, e fino a che uno stecchino inserito al centro non uscirò asciutto e pulito, per 45/50 minuti. Trasferite lo stampo su una griglia e fate raffreddare per 15 minuti.
  • Nel frattempo mischiate il restante zucchero con 1/2 cucchiaino di cannella. Togliete il dolce ancora caldo dallo stampo. Spennellatelo con il burro fuso e spolverate liberamente con lo zucchero alla cannella. Lasciate raffreddare completamente prima di servire.  (il dolce può essere conservato coperto a temperatura ambiente fino a 2 giorni) 
NOTE PERSONALI
  • Su questa ricetta c'è poco da dire se non che la scelta degli ingredienti, ovvero la loro qualità è in grado di modificare ampiamente il risultato. Per sentirmi coerente con la filosofia del nuovo libro della Marthona universale, ho fatto la spesa in un super di prodotti bio, provocando una piccola emorragia al mio già stremato portafoglio. Però ho trovato tutto quello di cui avevo bisogno, a partire da una salsa di mela senza zuccheri aggiunti, un ottimo sidro e dello zucchero di canna naturale integrale, che ha conferito il bel colore dorato intenso al dolce. 
  • Il procedimento è semplicissimo e segue lo stesso criterio di preparazione dei muffin o dei pancakes americani che prevede il miscelare separatamente gli ingredienti secchi da quelli liquidi, con l'eccezione che lo zucchero viene integrato con tutti i liquidi per aiutarne lo scioglimento. Un consiglio nella gestione dello zucchero di canna naturale: spesso da origine a grossi grumi compatti a causa del sottovuoto quindi prima di versarlo nella ciotola, consiglio di sgranarlo con attenzione strofinandolo fra i palmi delle mani. In questo modo lo scioglimento sarà più facile e veloce. 
  • L'impasto finale sarà molto fluido grazie alla grande quantità di liquidi e sarà quindi facile versarlo nello stampo e riempire bene tutti gli spazi se utilizzerete uno stampo scanalato. Ricordate di imburrare generosamente ed infarinare lo stampo per non avere difficoltà quando lo sformerete. 
  • Per la finitura con lo zucchero rimanente dalla quantità complessiva, ho fatto una variazione personale solo per motivi estetici. Evidentemente lo zucchero di canna utilizzato da Martha è bianco mentre il mio era color caramello intenso. Ho quindi preferito utilizzare del semplice zucchero a velo per creare maggiore contrasto sul dolce. Tra l'altro in questo caso sono riuscita ad usare il setaccio, mentre con l'altro tipo di zucchero non avrei potuto. 
  • La torta è straordinariamente umida, profumatissima, non dolce e deliziosamente autunnale. L'aroma delle mele emerge con il tempo. Il secondo giorno è straordinaria. Si conserva morbida per più di 3 giorni se la tenete coperta con pellicola. 
PROMOSSA 

mercoledì 13 settembre 2017

GLUTEN-FREE QUINOA PANCAKES



Se c'è una cosa sacra in casa arabafelice, questa è la colazione.
Sacra quella di ogni giorno, in cui non importa quanto presto si debba uscire ma verrà sempre calcolato quel quarto d'ora dedicato.
Anche perchè se non mangio, svengo, fate un po' voi...
Se è sacra quella di ogni giorno, figurarsi quella dei weekend: non importa il lavoro che comporterà, perchè confesso che nel tempo ho messo sveglie per sfogliare o infornare croissant in modo che fossero pronti e fragranti al mattino o per glassare torte e ciambelle.
D'altronde non mangiamo dolci durante la settimana quindi la soddisfazione è doppia...o tripla, per la sottoscritta, guardando la faccia dell'augusto consorte che assapora come suo solito ad occhi socchiusi e sussurra Fauchon!, equiparando ciò che mangia alle prelibatezze della pasticceria/sala da tè francese della quale adora le colazioni.
Vabbè, lui è di parte ed ha un debole per la Francia oltre che per me :D
La sottoscritta invece non disdegna quelle colazioni americane mezze dolci, mezze salate e nemmeno l'assaggio di abbinamenti audaci tipo il bacon con lo sciroppo d'acero che consiglio vivamente prima che mi cancelliate dai contatti :)
Questa filippica per dire che come ho letto le ricette dei pancake nel nuovo libro di Martha Stewart non ho potuto resistere a provarne almeno una: e dato che la quinoa non mi manca mai in dispensa la scelta mi è sembrata obbligata.
Come sarà andata?


GLUTEN-FREE QUINOA PANCAKES
per 4 porzioni

90 g di quinoa sciacquata e scolata
250 ml di acqua
90 g di farina
2 cucchiaini di lievito per dolci
mezzo cucchiaino di sale grosso (coarse)
2 uova grandi
un cucchiaio di burro fuso (più un altro po' per la padella)
62 ml di latte
80 g di sciroppo d'acero puro (più un altro po' per servire)
mirtilli, per accompagnare


In un pentolino unire la quinoa con l'acqua fredda e portare il tutto ad ebollizione. Coprire con un coperchio, abbassare il fuoco e cuocere finchè la quinoa risulterà tenera e l'acqua completamente assorbita, circa 16 minuti.
Lasciare raffreddare completamente.
Preriscaldare il forno a 90 gradi.
In una ciotola mescolare la quinoa raffreddata, la farina, il lievito ed il sale.
In un'altra ciotola mescolare uova, burro fuso, latte e sciroppo d'acero fino ad ottenere un composto fluido.
Unire il composto di uova a quello con le polveri e mescolare, non troppo, finchè sarà omogeneo.
Ungere leggeremente una padella antiaderente con burro e scaldarla su fuoco medio. Per ogni pancake versare 2 cucchiaiate di composto sulla padella e cuocere finchè appariranno delle bolle in superficie, circa due minuti.
Quindi girare i pancake e cuocere finchè saranno dorati, altri due minuti circa.
Pulire la padella con della carta da cucina prima di ungere con altro burro e cuocere i pancake rimanenti, facendo attenzione al calore che se troppo alto tende a bruciarli velocemente.
Tenere i pancake in caldo nel forno o servirli immediatamente con sciroppo d'acero e mirtilli, se lo si desidera.

NOTE

- dritti al punto: la ricetta è buonissima! Perfetta nelle proporzioni ed anche nelle dosi, ho ottenuto esattamente otto pancake. La quinoa conferisce, oltre alle fibre ed all'apporto proteico in più come tiene a ribadire l'autrice, una morbidezza aggiuntiva molto piacevole: sono sofficissimi.

- l'indicazione di sciacquare la quinoa non è un vezzo: i semi sono infatti coperti naturalmente da una sostanza chiamata saponina che serve ad evitare che vengano attaccatti dagli uccelli. Ha un sapore amarognolo ed in grandi quantità può dare qualche problema all'apparato digerente umano. Quindi non saltate assolutamente questo passaggio.


- il gluten- free del titolo si riferisce alla sola quinoa che infatti lo è, non alla ricetta nella sua interezza.

- il sale grosso, coarse salt, americano non è come già detto anche ieri da Luciana il sale che buttiamo nell'acqua della pasta. E' più fine di quello che utilizziamo noi sotto lo stesso nome, quindi usate sale fino normale mettendone leggermente meno di quanto indicato.

- lo sciroppo d'acero usato è quello puro, e mi sembra il minimo! Ci sono in giro ahimè una marea di surrogati che sono sciroppi di zucchero mischiati a coloranti, e chissà che altro e che onestamente sono orribili. Se non per questioni salutistiche fatelo per il gusto, ormai si trova abbastanza facilmente ed è in genere diviso per grado di raffinazione in A, B e C. C è quello meno raffinato ma anche più intenso come gusto. Scegliete quello che vi piace di più.

- cuocere i pancake può riservare qualche incognita se non si è pratici. Raccomando una padella antiaderente un po' spessa oppure, se come me li fate spesso, consiglio l'acquisto di quella dedicata, esiste di diverse marche e onestamente è tutto un altro mondo. Ma soprattutto attenti alla fiamma: non sono frittelle!

credo sia chiaro che la ricetta sia assolutamente 
PROMOSSA


martedì 12 settembre 2017

ALMOND - RYE HEART COOKIES





Non ho l'abitudine di comprare biscotti, ne mangio pochissimi e preferisco farmeli in casa, quando possibile. Fanno eccezione quelli che mi servono per preparare altri dolci ( Oreo, Lotus, Digestive ), di questi faccio scorta appena li trovo in offerta. Quando sono alla ricerca di un biscotto speciale da preparare, sfoglio Cookies di Martha Stewart che, per me, è una garanzia. Le ricette che sono entrate nel nostro cuore arrivano da quel libro, consigliatomi da Stefi tempo fa.
Confesso che il nuovo libro di Martha lo avrei acquistato anche se non mi fosse servito per Starbooks, mi incuriosiva l'uso da parte sua di questi ingredienti particolari, che oramai sono entrati nelle dispense moderne.
La scelta è stata difficile, avrei preparato quasi tutto, ma la romanticona che è in me ha avuto l'ultima parola. Questi biscotti appagano prima la vista e poi il palato... mannaggia l'ho detto ( però non ho specificato quanto buoni siano) !!!
A San Valentino farebbero la loro bella figura, ma chi li ha assaggiati, li vorrebbe mangiare tutto l'anno.


Ingredienti per 2 dozzine di biscotti:

72 gr di mandorle sgusciate e pelate
55 gr di farina di segale bianca
63 gr di farina 0
1/4 di cucchiaino di sale grosso ( vedere nota )
1/4 di cucchiaino di cannella in polvere
113 gr di burro a temperatura ambiente
60 gr di zucchero a velo, più altro per spolverizzare
1 tuorlo grande
1/4 di cucchiaino di aroma naturale mandorla







Accendere il forno a 175° e distribuire le mandorle su una teglia ricoperta di carta forno. Tostare la frutta secca per una decina di minuti, controllando spesso, poichè potrebbe volerci meno. Lasciare raffreddare.

Nel robot con le lame mettere i 2 tipi di farina e le mandorle ( FOTO 1). Usando la funzione pulse, frullare senza surriscaldare. Unire sale e cannella, e sempre con la stessa funzione, frullare per amalgamare ( FOTO 2 ).

In una ciotola, con lo sbattitore elettrico, sbattere burro e zucchero a media velocità per un paio di minuti, finche non sarà soffice (FOTO 3) . Aggiungere l'aroma naturale mandorla e il tuorlo ( FOTO 4). Sbattere fino ad ottenere un composto omogeneo. Con lo sbattitore a bassa velocità aggiungere gradatamente il composto di farina e mandorle e amalgamare bene (FOTO 5 e 6).

Preriscaldare il forno a 175°. Prendere una cucchiaiata di composto e formare un salsicciotto lungo all'incirca 18 cm e del diametro di poco più di mezzo cm (FOTO 7 ). Trasferirlo su di una teglia foderata con carta forno e formare il cuore ( FOTO 8 ). Ripetere con le altre porzioni di impasto. Mettere in frigo per una decina di minuti, fino a quando i cuori non saranno sodi.

Infornare e ruotare la teglia a metà cottura, ci vorranno circa 17 minuti in totale. I cuori dovranno essere marrone dorato e croccanti. Sfornare e trasferire la teglia su una griglia raffredda torte e lasciare che i biscotti si raffreddino completamente. Spolverizzare con lo zucchero a velo appena prima di servire. I cuori si conservano a temperatura ambiente, in un contenitore a chiusura ermetica, fino a 3 giorni.




Note

- Come precisato da Stefi in un suo post, il sale grosso americano in realtà è all'incirca una via di mezzo tra il nostro sale grosso e fine. Io uso sale fine, mettendone leggermente meno della dose indicata.

- La farina di segale bianca non si trova facilmente nei supermercati, io l'ho acquistata presso Eataly.

- Premetto che quando ho preparato i biscotti la temperatura in casa era molto alta. L'impasto è molto morbido e ho fatto fatica a formare i salsicciotti, mi erano venuti leggermente più cicciotti. Non soddisfatta li ho fatti una seconda volta, mettendo l'impasto in frigorifero per una mezz'oretta. Così facendo non ho avuto problemi con la formatura.

- Me ne sono venuti 21 anziché 24 ...forse perché ho fatto troppi assaggi...o forse li ho fatti leggermente più grandi.

Non è stato un sacrificio preparare questi biscotti per ben 2 volte in una settimana. Sono semplicemente divini, uno tira l'altro. Se hanno un difetto è che sono incredibilmente friabili e si sciolgono in bocca. Bisogna fare molta attenzione a maneggiarli, il mio consiglio è di spostarli senza toccarli con le dita ma aiutandosi con una paletta o altro attrezzo che li contenga per intero. Sono tra i biscotti preferiti dalla mia famiglia e non solo, anche alcune amiche che si offrono gentilmente di assaggiare. La ricetta è senza ombra di dubbio

PROMOSSA


lunedì 11 settembre 2017

LO STARBOOK DI SETTEMBRE 2017 E'....



Martha Stewart, A New Way to Bake


Signori della Corte
A nostra discolpa, possiamo dirvi che abbiamo resistito.
Abbiamo resistito all'ondata dei "BASTA" che hanno affollato il mercato statunitense lo scorso anno, dove all'imperioso denominatore comune si sostituivano via via tutti i nemici pubblici numero uno decretati dalle mode salutiste del momento, che fossero lo zucchero o il glutine o il burro o anche solo l'atto - impuro e quindi colpevolissimo - di concedersi un insano piacere addentando una quattro quarti o spalmando uno strato indecoroso di Nutella sul pane.
Abbiamo resistito alle lusinghe dei guru mediatici, al Veganesimo e al Crudismo, al Fruttarianesimo e ai  Lunariani, alla Dieta Paleo e a quella contro il Gomito del Tennista, agli anatemi contro la polverina bianca più dannosa dell'universo mondo e alle foglioline più salutari dell'orto botanico (rispettivamente lo zucchero e la stevia, honni soit qui mal y pense), ai due litri al giorno e ai sette chili in sette giorni....
Ma di fronte a Martha Stewart, signori della Corte, ci siamo arresi.
E lo abbiamo fatto senza riserve, anche perchè se il titolo di quest'ultima fatica, A new Way to Bake, poteva forse lasciare spazio a qualche dubbio, il sottotitolo li fuga tutti: ricette classiche aggiornate con gli ingredienti "better-for-you" delle dispense moderne. Dove il Better-for-you, ormai lo sappiamo, suona oggi con la stessa allegria di un rintocco a morte, mentre sfilano in processione farine nere, zuccheri finti, olii estratti dai semi più improbabili (ma l'olivo, simbolo di pace, che male avrà mai fatto?) e vai cosi sulla strada del "voglio morire da sano, costi quel che costi"
Ma, come dicevamo, la Martha è la Martha e - e qui torno seria- lo Starbooks è lo Starbooks: una verifica dei titoli più caldi proposti dagli editori  di tutto il mondo, messi alla prova nelle nostre cucine. Non prendere in considerazione un filone che, ci piaccia o no, ha monopolizzato una fascia di mercato sensibile a queste proposte significa venir meno al nostro compito, per quanto sgradito possa essere. A limitare i danni ci pensano l'argomento (i dolci) e soprattutto quella filona della Martha Stewart, a cui riconosciamo l'onestà di arrivare in ritardo a cavalcare l'onda del salutismo in cucina. Come lo farà, con quanta credibilità e con quali risultati, lo scopriremo nel corso delle prossime tre settimane, con la rassegna di ricette scelte dalla nostra squadra che, con le Redoners di settembre, torna a tenervi compagnia dopo la pausa estiva,  consigliando (e sconsigliando) gli acquisti in libreria per i prossimi mesi. Allacciatevi i grembiuli, quindi, spolverate i salvadanai e seguiteci ancora, con la fedeltà e l'entusiasmo di sempre.
A domani, con la prima ricetta

mercoledì 6 settembre 2017

STARBOOKS REDONE DI SETTEMBRE 2017


Puntuali come la scuola e le piogge rieccoci con l'appuntamento mensile con lo Starbooks Redone.
Questa volta apportiamo qualche modifica al regolamento generale, certe che apprezzerete il nuovo corso.
Il criterio per voi di scelta delle ricette non cambia, ovvero quelle dai libri da noi testati nel corso degli anni.
Quello che cambia è il numero di vincitori: non più tre, ma uno solo.
Perchè questa scelta? Perchè ci siamo rese conto di come sia difficile giudicare un libro da una sola ricetta, spesso non avendolo nemmeno in mano: quindi l'unica vincitrice (o vincitore, mai porre limiti...) ne sceglierà, valuterà e pubblicherà minimo due.
Rimane confermata ovviamente anche la vincita di uno dei nostri gadget.
 Il giudizio sarà di certo più accurato e veritiero, in quel puro spirito Starbooks che sempre è rimasto tale nel corso degli anni.

Quindi ricapitolando:

- avete tempo fino al 27 Settembre compreso per postare le ricette.

- le ricette vanno scelte dai libri già passati per l'esame dello Starbooks, ed il libro del mese in corso resta escluso.

- le ricette, per poter essere giudicate, vanno realizzate esattamente come descritto nel libro. Eventuali modifiche falserebbero il giudizio.

- se avete un blog le pubblicate insieme al link a questa pagina e il banner che vedete sopra, quindi ci lasciate un avviso nei commenti qui sotto.

- se non avete un blog mandate la ricetta ed almeno una foto a lostarbook@gmail.com

In bocca al lupo a tutti e buon lavoro: vi aspettiamo!

PARTECIPANTI

lunedì 3 luglio 2017

STARBOOKS REDONE DI GIUGNO 2017: I VINCITORI



Ecco i vincitori dell'ultimo Redone della stagione, che ritroveremo a Settembre con il nuovo libro....


Prima classificata
Manuela di Profumi e Sapori
Lemon and Lime Marmalade





Seconda classificata
Elena C.
Marinated Squid, Smoked Chilli, Fennel and Lemon Salad





Terza classificata
Veronica R.
Peperoni ripieni di patate novelle, feta e pesto





Chiediamo alla prima classificata di inviare una email a: lostarbooks@gmail.com, con l'indirizzo a cui inviare il premio.

Dalla banda dello Starbooks, grazie per averci seguito in tanti e con passione anche in questa stagione :))) 
Buone vacanze a tutti e ci rivediamo a Settembre con delle novità importanti!!!

venerdì 30 giugno 2017

HANNAH MILES- NO BAKE CAKES & TREATS: TIRIAMO LE SOMME?

Illustrazione di Giulia Clerici- Ricette Disegnate 


Se vi dicessi che il mio carrello di Amazon si è riempito dei libri della Miles, dopo questo Starbooks, ci credereste? La risposta è sì, ve lo dico subito, a dispetto di anni di acquisti più impegnati e della convinzione che su un certo tipo di cucina non si potesse dire di più di quello che mi ero imposta come limite. Perchè se anche si strizza l'occhio alle soluzioni furbe (per vocazione, per scelta, per necessità), è anche vero che il troppo stroppia, sempre- e in questo caso di più. Lo dico forte di tre anni di vita all'estero, dove rincorrere un cibo che sia veramente incontaminato è un'utopia, pagata per altro a caro prezzo, non solo dal punto di vista economico: trovare un uovo che sia un uovo, qui, è praticamente impossibile, e se tre anni fa mi avessero raccontato che avrei dovuto passare metà del tempo che dedico alla spesa a leggere le etichette del latte, dello yogurt e del burro, non ci avrei creduto. E nemmeno avrei creduto alle centinaia di metri di scaffalature ripiene di ogni sorta di surrogato del cioccolato, addizionate con ogni sorta di aroma- per tacer dei biscotti, delle zuppe in scatola, dei semilavorati, delle creme di formaggio e via dicendo. Fuori dall'Italia e- mi auguro- fuori dall'Europa, gli scenari sono questi e tutto concorre a che si impongano sui costumi alimentari di certi Paesi, non ultimi la facile reperibilità e il bassissimo costo.

Di libri di ricette che usano tutti questi prodotti è pieno il mercato. Alcuni sono sponsorizzati dalle stesse case produttrici, per cui non stupiamoci se, ad un certo punto, scrittori di cibo seri e preparati si trovano a scrivere dell'utilizzo in cucina del Twix o del Kit Kat: è la stampa, bellezza- e semmai sta al consumatore accorto comportarsi come tale e scegliere di comprare libri più strutturati, magari da leggere fra una barretta e l'altra :). Altri, più semplicemente, intercettano il mercato: senza andare troppo lontano, il fenomeno editoriale di Benedetta Parodi da noi si spiega prevalentemente in questo modo, esattamente come era successo con Lisa Biondi ed Elena Spagnol negli anni Settanta. Al minor tempo per stare in cucina corrispondono strategie di furbizia che non possono che incontrare il favore di chi, liberazione femminista o meno, ha ancora da risolvere il problema di come mettere in tavola tre pasti al giorno, tutti i giorni.

E poi c'è Hannah Miles, che invece fa un'operazione inversa.

Ossia, parte da ricette furbe, per indirizzarti verso una scelta sempre più consapevole, non solo del prodotto comprato, ma anche del fatto in casa. Un pubblico italiano magari non lo recepisce, ma un numero cosi elevato di ricette di salse dolci tutte rigorosamente preparate da zero è una specie di rivoluzione copernicana, in una cultura alimentare che prevede almeno tre topping pronti a frigorifero (caramello, cioccolato e fragola, per il modello base). Idem per l'utilizzo del fresco e al costante suggerimento di alternative, là dove si può e alla grazia con cui ti impone di mettere le mani in pasta, laddove lei decide che non si può.

Il tutto con il tono di una che, in cucina, si diverte e desidera che lo facciamo anche noi: nessuna spocchia salutista, nessun proclama liberatorio, nemmeno nessuna esagerazione dall'altro verso, sul fronte del "grasso è bello". Questo è "semplicemente" un libro di una persona che sa cucinare e che ama il cibo e che così risponde alla richiesta di scrivere ricette per l'estate, che non prevedano l'utilizzo di fornelli o forni nè richiedano chissa' quale abilità. E se il "semplicemente" è fra virgolette è perchè scrivere un libro del genere è tutt'altro che facile: troppe sono le tentazioni, da un estremo all'altro. Hannah Miles le evita tutte, consegnandoci un libro che rivaluta gli aspetti "furbi" della cucina, dandoci licenza di offrire ai nostri ospiti una torta su una base di biscotti Oreo senza dover espiare con una maratona di agnolotti e restituendo la cucina furba alla sua vera dimensione, che non è quella della millanteria o della cialtronaggine, ma è quella di chi sa destreggiarsi in cucina, con la disinvoltura che gli deriva dalla pratica e la benevolenza di chi sa che cucinare è un atto che non si esaurisce nello spazio di un pasto o di una foto sul blog, ma una relazione lunga una vita, in cui c'è posto per tutto- fermi restando il rispetto e l'amore per quello che si fa. Gli stessi che la Miles dimostra, in ogni pagina di questo libro e che, per questo, la rendono un'autrice così amata, dal suo pubblico e, da oggi, anche da noi.

Ci rivediamo a settembre, con il prossimo Starbooks!

mercoledì 28 giugno 2017

ST.CLEMENTS CHEESECAKE


Sul mio blog personale c'è un cheesecake senza cottura che spopola da millemila anni, una base velocissima ed un mix di latte condensato, formaggio cremoso e un po' di gelatina.
Poca, eh, che la odio per il rigor mortis che dona ai dolci nei quali viene usata senza moderazione o criterio.
Lì, ovviamente, funziona a meraviglia.
Sfogliando il libro del mese, come con tutti i libri di cucina, il richiamo del limone sulla sottoscritta si è fatto prepotente alla vista di questo cheesecake: qui il limone invece che dentro è...sotto, a formare uno strato separato dal resto del dolce e di gelatina nemmeno l'ombra!
Effetto visivamente molto bello, e mi sono lanciata.
Ora, come sapete vivo in un deserto dove che so, trovo i Lotus, la clotted cream, gli Oreo Double Stuff con il doppio del ripieno ma poi manca il mascarpone per sei mesi e il lemon curd, invece, non si è mai visto.
E' quindi non certo per gastrofighettitudine che mi sono dovuta fare entrambi gli ingredienti da sola.
Io, che ad ogni rientro in Italia porto la mia cialtroneria a fare un giro nel reparto surgelati e prodotti pronti dei super italiani.
E segretamente, insieme, sospiriamo :)

INGREDIENTI
Per una teglia da 23 cm con fondo amovibile

300 g di lemon curd di buona qualità
500 g di mascarpone
500 ml di crème fraîche
2 cucchiai di zucchero a velo
Succo e buccia grattugiata di una piccola arancia ed un limone

Per la base
300 g di biscotti allo zenzero  (o digestive o ancora graham crackers)
150 g di burro fuso

Ridurre i biscotti in briciole usando un frullatore o un robot, in mancanza metterli in un sacchetto di plastica e polverizzare con un mattarello.
Unire il burro fuso e pressare il composto ottenuto alla base della tortiera imburrata e coperta con carta forno.
Versare quindi due terzi del lemon curd sulla base.
In una ciotola montare mascarpone e crème fraiche finché omogenei, unire lo zucchero a velo, il resto del lemon curd,  succo e buccia degli agrumi ed a questo punto assaggiare valutando se a gusto personale serva altro zucchero.
Versare il composto sulla base di biscotti e lemon curd con un cucchiaio e livellare con una spatola.
Tenere in frigo almeno 3 ore.
Per decorare usare un poco di zucchero a velo e della buccia grattugiata. Oppure tenere da parte un paio dì cucchiaiate del composto di biscotti e spargerlo sulla superficie.

NOTE

- che dire, se non che è divina e geniale nella concezione del curd sotto oltre che dentro? L'effetto visivo è bellissimo, quello al palato ancor di più!

- il lemon curd fatto in casa è di solito meno sodo di quello acquistato. Questo fa si che nel mio caso dopo un giorno lo strato di formaggio traballasse un po' al taglio, quasi ci scivolasse sopra! Con un po' di attenzione nel taglio ed un passaggio extra in frigo il problema si risolve.

- i biscotti allo zenzero stanno benissimo con il ripieno al limone. Fate lo sforzo di cercarli, se potete.

- anche qui difficoltà zero, o forse solo nel reperire in Italia alcuni ingredienti che invece da me sono comuni tipo la crème fraiche (per contro non trovo mascarpone e curd, ho anche io le mie punizioni...)

La ricetta è assolutamente
PROMOSSA

martedì 27 giugno 2017

BLACK AND WHITE RICE CRISPIES SLICES


Dalle mie parti, 20 anni fa, la torta al riso soffiato era declinata solo nell'accezione rice crispies+ barretta mars. Nel tempo, poi, ho scoperto che esisteva una variante "ammericana" (o americanata) con i marshmallow, ma non ho mai osato sperimentarla. Quale miglior occasione di provare una nuova ricetta, che quella del mio debutto in Starbooks?


Black and White rice crispies slices

Ingredienti per 32 fette
preparazione 30 minuti, più raffreddamento

400g/14oz/ 10 cups marshmallow
100g/ 31/2 oz/ 7 tbsp burro
300g/ 101/2 oz cioccolato bianco
200g/7 oz/ 7 cups riso soffiato
150g/ 5oz cioccolato fondente semidolce
200g/7 oz cioccolato al latte
cioccolato in fiocchi per decorare

Una teglia 20x20 con fondo staccabile, unta e foderata con carta forno. gratella per raffreddare i dolci, carta forno, teglietta


Mettere metà dei marshmallow e metà del burro in una casseruola e scaldare a fuoco basso fino a fusione. Spezzettare 100g di cioccolato bianco 3 aggiungerla ai marshmallow tiepidi, mescolare finché il cioccolato non è fuso.
Aggiungere metà del riso soffiato nella ciotola e mescolare bene finché tutto il riso non viene ricoperto dalla mistura di marshmallow. Mettere tutto nella teglia e premere bene col dorso di un cucchiaio finché non si ottiene uno strato uniforme

In una seconda casseruola, scaldare il burro e i marshmallow rimanenti, su fuoco basso, finché non sono ben fusi. Aggiungere il cioccolato fondente spezzettato e mescolare finché non si è sciolto tutto. Aggiungere il restante riso soffiato e mescolare bene affinché sia tutto ben ricoperto

Utilizzando il dorso di un cucchiaio, premere la miscela con cioccolato fondente sopra a quella bianca. Raffreddare in frigo per almeno 2 ore, finché non è rassodato

Fondere il cioccolato al latte, mettendolo in una ciotola resistente al calore, posizionata su una casseruola con acqua in leggera ebollizione e fare lo stesso con il rimanente cioccolato bianco. Cuocere a fuoco lento fino a fusione, quindi levare entrambe dal fuoco e lasciar raffreddare. Vogliamo che il cioccolato sia raffreddato ma non rappreso, perché si dovrà spalmare sulle fette di riso soffiato

Levare dalla teglia il dolce di riso soffiato, lasciandolo sul fondo della teglia e tagliarlo in 4 rettangoli uguali
porre i rettangoli su una gratella posizionata sopra un foglio di carta forno , per recuperare eventuali gocce di cioccolato. Spalmare di cioccolato bianco la parte superiore e i lati di due rettangoli,. Ripetere l'operazione utilizzando il cioccolato al latte sugli altri due rettangoli.

Spolverare con i fiocchi di cioccolato per decorare. Sollevarle delicatamente i rettangoli e metterli su una teglia,. Far raffreddare in frigo per un'ora, finchè il cioccolato nonn si è rassodato. Tagliare in fette per servire.

Si mantiene fino a 3 giorni in frigorifero.

OSSERVAZIONI

-la ricetta è spiegata dettagliatamente, con tutti i passaggi.
-Ho usato marshmallow "da cottura", del lidl e marca americana. Per il cioccolato bianco, ne ho preso uno di marca. In entrambi i casi, non ho avuto alcun problema in fusione
- La difficoltà maggiore è stata recuperare uno stampo 20x20. Ho risolto foderando una scatola di cartone da biscotti con pellicola di alluminio e poi con la carta forno. Nella parte introduttiva, l'autrice si spende parecchio a spiegare come foderare le diverse forme
- Non ho trovato i fiocchi di cioccolato per decorare, quindi ho provveduto con un pelapatate e una tavoletta fondente raffreddata in freezer
- personalmente, non ho usato due pentole, non ne ho visto il motivo. Prima ho fatto il cioccolato bianco e dopo quello scuro, pulendo con una leccapentola la pentola. Ho usato una casseruola a bordi alti e capiente (20 cm) in modo da poter fare tutto all'interno e non dover fare molti travasi.
- Ho avuto enormi problemi a coprire le slice con il cioccolato. Complici i 28 gradi (nonostante l'orario notturno) la cioccolata bianca non si rassodava, neanche mettendola in un bagno freddo. Col cioccolato al latte è andata meglio, e infatti la copertura è un poco più spessa, ma la prossima volta, si farà con un clima più mite.
-Nel punto 2, parla di mettere il riso NELLA ciotola. Di cui non fa precedente menzione. Ho pensato due possibilità: che intenda "nella pentola" oppure che in una precedente stesura avesse previsto un travaso. Io ho adottato l'all-in e ho risparmiato la pulizia di un altro contenitore (e vi assicuro che giocare con il cioccolato fuso in piena estate non mi ha graziato sul fronte pulizie ;) )

A me è piaciuto. Ai miei ospiti pure. Meno grasso della torta col mars, simpatico l'effetto bicolore, non invadente la copertura di cioccolato bianco.

La ricetta è:
PROMOSSA

Elena N.

lunedì 26 giugno 2017

KIT KAT ICE CREAM



Faccio come nei telefilm del Tenente Colombo, quelli in cui l'assassino si vede all'inizio, e vi dico subito che questa torta non ha riscontrato il favore che avevo auspicato, al momento della scelta.
Con un dispiacere pressoche' infinito della sottoscritta che, a dispetto di un'educazione alimentare rigorosa - o forse, proprio per quello- ha da sempre convogliato tutte le sue trasgressioni nel cibo: non bevo, non fumo, sono felicemente monogama ma datemi un qualcosa di dannatamene calorico, irrimediabilmente malsano e rigorosamente multinazionale ed ecco arrivare i miei 5 minuti di felicità completa. Non un nanosecondo di piu', perché il marito "che-come-la-mamma", la figlia nella fase salutista e un DNA intrecciato con l'extravergine e i mercati del fresco,  mi richiamano subito nei ranghi. Ma se volete organizzare una verticale di Kitkat (qui abbiamo pure quello al té verde) o una degustazione di tavolette Cadbury's, apro le porte di casa mia- e magari vi ci scappa pure un'occhiata alla collezione di Oreo.

Quindi, quando ho visto questa torta gelato non ho avuto esitazioni, neanche dal punto di vista del tradimento alla patria, visto che le torte gelato in Italia nascono piu' o meno dallo stesso principio di assemblaggio. Gli anglosassoni, naturalmente, abbondano con gli orpelli ma questo volevo, stavolta: un omaggio alla goduria insana, come conviene a chi ha voglia di peccare e, tanto vale, farlo senza remore e fino in fondo.

Base di Oreo+ burro, strato di gelato, strato di Oreo finemente sbriciolati, strato di gelato e, poco prima di servire, una bella corona di Kit Kat o altri wafer piu' un topping di pastiglie di cioccolato bianco e fondente ( oppure Smarties, m&M's o altre pastiglie simili).
Per correttezza, vi dico che la torta che vedete in foto è  un secondo tentativo: il primo
è stato realizzato rigorosamente come da ricetta e servito ad una cena di 8 persone, con supplica di dire la verità (è lo Starbooks e bla bla bla): tralasciando mio marito (che comunque non avrebbe fatto testo), non e' piaciuta a nessuno. Le critiche più negative sono state rivolte al cioccolato, con tutta che la torta viene proprio consigliata per gli amanti di questo ingrediente- anche e soprattutto per un problema di consistenza: il gelato si scioglie subito, la pastiglia e il Kit Kat ti restano in bocca. Tanto vale mangiare direttamente i cioccolatini, insomma. Anche il sapore, doveva essere piu' omogeneo: cacao degli Oreo, cioccolato al latte dei Kit kat, cioccolato fondente e bianco delle pastiglie era effettivamente troppo.
Aggiungo che è stata anche difficilissima da gestire, visto che al primo taglio tutto il recinto di barrette è  caduto. La stessa Miles suggerisce di tenerle con un nastro- ma di sicuro il clima equatoriale non aiuta.
Anche se mi son guardata bene dal dirlo, la prima a non essere convinta ero io: tuttavia, l'idea era buona, la torta veloce, gli effetti speciali garantiti e mi spiaceva bocciarla senza remissione. Da qui un secondo tentativo, con i kit kat fondenti e sapori piu' omogenei (mikado agli Oreo, visto che ce li abbiamo, mi sono sacrificata anche qui). Al mio gusto decisamente meglio, anche dal punto di vista della consistenza, visto che ho risolto il problema usando il kit kat come cucchiaino.
Per cui, vi metto entrambe le versioni e poi, naturalmente, il verdetto




Versione originale
per 10 persone
150 g di Oreo o biscotti al cioccolato
80 g di burro
1 litro di gelato alla vaniglia
7-8 confezioni di kit kat (o 28-36 wafer al cioccolato)
300 g di pastiglie di cioccolato bianche e nere (o Smarties o M&M's, ma si consigliano anche le caramelle colorate e quello che si preferisce, insomma)

Versione personalizzata
per 10 persone
150 g di Oreo o biscotti al cioccolato
80 g di burro
1 litro di gelato alla vaniglia
7-8 confezioni di kit kat fondenti  (o 28-36 wafer al cioccolato)
3 confezioni di Mikado agli Oreo (o mini Oreo)

stampo a cerniera di 20 cm di diametro, rivestito di carta da forno

Il procedimento e' ovviamente lo stesso

1. Polverizzate gli oreo in un mixer. Fate fondere il burro e unitelo alla polvere di biscotti, mescolando bene in modo da ricoprirli uniformemente. Tenete da parte. 
2. Lasciate il gelato a temperatura ambiente, quel tanto che basta per ammorbidirlo e renderlo lavorabile. 
3. Distribuite la meta' degli Oreo sul fodno dello stampo e compattateli in uno strato sottile, con le mani. Aggiungete la meta' del gelato, a cucchiaiate, e livellatela. Fate un secondo strato di polvere di biscotti, coprite con il resto del gelato, livellate nuovamente e tenete in freezer, coperto con un foglio di pellicola trasparente,  fino al momento di servire. 
4. Poco prima di servire, trasferite la torta su un piatto da portata. Staccate le barrette di kit kat e disponetele una a fianco all'altra, attorno ai bordi della torta. Legatele con un bel nastro, cospargete la superficie con le pastiglie di cioccolato e servite. 

Il verdetto è una faccenda complicata perchè, come si era detto nella recensione, quando si devono giudicare ricette che tecnicamente non hanno difficoltà, tutto si gioca sul piano del gusto. Il che tira in ballo anche fattori soggettivi, di necessità. Intendo dire che non mi sento di bocciare una torta perchè non è piaciuta a me e neppure perchè non è piaciuta alle 7 persone che l'hanno assaggiata con me. Nello stesso tempo, se fosse piaciuta a me e alle 7 persone che l'hanno assaggiata con me non avrei esitato a promuoverla. In più, l'idea è assolutamente simpatica, perchè ti permette di avere un dolce da porca figura nel freezer, da preparare in meno di 5 minuti e da tirar fuori alla bisogna, capace di piegarsi a tutti gli abbinamenti che vi possono venire in mente e maggiormente in linea con i gusti personali di ciascuno. 
Per cui, a farla breve, questa torta è
RIMANDATA 
(al prossimo abbinamento con gli speculoos e il caramello)



sabato 24 giugno 2017

PEPERONI RIPIENI DI PATATE NOVELLE, FETA E PESTO PER IL REDONE DI GIUGNO 2017



Riceviamo e pubblichiamo la partecipazione al Redone del mese della nostra affezionata lettrice senza blog, Veronica R.


Attingo spesso al libro Vegetariano Gourmand, non siamo vegetariani ma ci piace variare e questo libro ha ricette per tutti i gusti e le stagioni.
Questa volta infatti ho scelto i peperoni ripieni, ma con un ripieno insolito.
Ecco la ricetta

Peperoni ripieni di patate novelle, feta e pesto
Vegetariano Gourmand  Hugh Fearnley-Whittingstall

Ingredienti per 4 persone

200 gr di patate novelle
4 peperoni rossi
1 cucchiaio di olio evo
200 gr di feta
4 cucchiai di pesto
sale e pepe macinato fresco
foglie di basilico tagliate a listarelle (facoltativo)
Scaldate il forno a 200 gradi. Portate a bollore una pentola di acqua salata, immergetevi le patate novelle e fatele bollire per 8-12 minuti, finché non sono tenere. Scolate e fatele raffreddare leggermente.
Tagliate a metà i peperoni nel senso della lunghezza e rimuovete i semi e il picciolo. Spennellate i lati esterni con l'olio evo, quindi appoggiateli su una teglia rivestita di carta forno, io li ho messi in una pirofila di ceramica unta con poco olio.
Tagliate a metà o in quattro le patate novelle e mettetele in una terrina. Tagliate la feta a dadini di 1 cm e aggiungetela alle patate. Mescolate il tutto con il pesto.
Inserite il ripieno nei peperoni utilizzando un cucchiaio, quindi cuoceteli per 40-45 minuti, finché sono scuri nella parte superiore. Se usate il basilico a listarelle, cospargetelo sulla parte superiore prima di servire.

Note

- I peperoni della foto sono tondi e piccoli, io ho trovato i classici peperoni quadrati, ho preso i più piccoli che ho trovato ma per rimanere sul sicuro ho bollito 100 gr di patate in più e ho    
   aggiunto 100 gr di feta, mi è rimasto poco ripieno che ho cotto in una teglia a parte. Sarei curiosa di sapere se nella versione originale parla di una varietà specifica di peperoni.
- Il sale e il pepe compaiono negli ingredienti ma non nel procedimento, visto che la feta e il pesto sono già sapidi ho aggiunto solo una macinata di pepe sui peperoni già ripieni prima di     
   infornarli.
- L'autore dice che potete acquistare il pesto ma consiglia di utilizzarne uno fatto in casa per un risultato migliore, io ho usato quello fatto da me.

La ricetta è di facile esecuzione, ben spiegata ma di sicuro effetto e cosa più importante buonissima è quindi

PROMOSSA
Veronica R.